Le interviste impossibili, una fotografia del mondo attuale

Max Minimum è un giornalista de Il cretino – nome con cui s’identifica ironicamente il cristiano in francese – che, dopo aver rischiato la vita per mano di Don Vito Privacy detto ‘U mutu’, il boss dei boss, che vive all’insegna del «non dire né bene, né male di ciò che non ti riguarda», è pronto a intervistare «quei personaggi che sono sulla bocca di tutti: Verità, Inclusività, Buon Senso, Fake News, Bellezza. Gente così». Dalle dichiarazioni di questi personaggi e non solo nascono Le interviste impossibili (Il Timone 2021, pp. 141) di Tommaso Scandroglio – firma nota ai lettori de La Nuova Bussola –, in cui l’autore con buoni argomenti e pungente ironia interroga e fotografa il contesto attuale sui temi che lo caratterizzano.

La prima a parlare è Libertà, una bella donna sposata e non per questo meno libera, ripresa ad attaccare palle ai piedi della gente, perché «i doveri sono la strada obbligata per essere liberi». C’è poi Neutrella Inclusività, la quale indossa una tuta camaleontica che la rende invisibile e che lavora per la cancellazione di ogni discriminazione. Il suo prossimo obiettivo è la parità di dignità e diritti tra uomini e animali.

Chiara Verità, vedova del marito, il Cavalier Buon Senso, se ne sta in bilico su un traliccio dell’alta tensione. Dice di sé: «Un tempo ero di casa anche in Vaticano, ora non mi vuole più nessuno». Gli uomini in città preferiscono starsene al buio, in quanto l’oscurità «permette di creare un mondo che non c’è, in cui un uomo può credersi donna, un bambino nel ventre della madre può essere un grumo di cellule, una relazione omosessuale può diventare un matrimonio, una provetta si può trasformare nell’utero di una madre, un suicidio in un gesto di coraggio». Perciò viene costantemente scambiata paradossalmente per la Gran Contessa della Menzogna. Eppure ha un occhio blu e uno nero, perché col primo vede il bene, col secondo il male.

Nel diario del defunto Cavalier Buon Senso, ucciso dai sicari di Senso Comune, Max Minimun ritrova gli appunti di accesi diverbi col signor Libero Radicale che voleva a tutti i costi convincere il marito di Verità della bontà del divorzio in nome dell’amore finché dura e che propaganda la menzogna dell’aborto.

Poi Minimum visita Rainbow City, la città distopica per le persone LGBTQI+, dove si insegna il gender nelle scuole, l’80% degli ospedali è dedicato alla fecondazione eterologa e c’è una Chiesa in cui si può passare con fluidità da un credo all’altro. Nella città sotterranea abitano «i terrapiattisti del gender», i retrogradi secondo i quali i sessi sono soltanto due.

Monica Lisa Bellezza è scomparsa, se ne sta in disparte perché è stata picchiata. «I picchiatori più assidui sono Frivolia Moda, Orrindo Tatoo e Schifante Piercing – vengono sempre in coppia –, Stupiberto Social, Repella Pornia, Atrocia Mastoplastica dei Conti Addittivi, Deturpetta Cosmesi, Piertorto Tivvù e Ugly Influencer». Eppure il suo corpo si risana magicamente ogniqualvolta qualcuno ritorna a contemplarla quale volto di ciò che è buono, come dimensione estetica di un atto di generosità e amore.

Tra gli altri curiosi personaggi il giornalista incontra il Dottor Ateismo; Enza Coscienza, la quale «è nel cuore delle persone che abito, non certo nella mente. La testa serve solo come cassa di risonanza»; sua sorella Lorenza, la coscienza erronea, sposata con Gianproprio Tornaconto; i gemelli Fake e News Van Ballasten, che disorientano Minimum, poiché «le notizie rovesciano governi orientano i costumi, fanno fiorire o appassire le economie di intere nazioni, scatenano guerre, mettono alla gogna o santificano chi a loro piace».

Ci son poi il signor Destino, che guarda fisso davanti a sé impassibile perché è già tutto scritto, e la signora Provvidenza, la quale invece ricorda con l’astrofisico Stephen Hawking che, anche chi crede che tutto sia scritto si guarda attorno prima di attraversare la strada; d’altra parte, l’uomo propone e Dio dispone.

Costituzione ha le forbici in mano, poiché è stata sforbiciata in specie agli articoli 2, 3, 29, dal divorzio ai nuovi ‘diritti civili’. All’esame cui è sottoposta, Realtà risponde senza mezzi termini che l’eutanasia è un delitto e non un diritto e, relativamente alla contraccezione, replica «di essere per l’amore vero, non per quello di gomma». Sui movimenti proletari dice «che han sempre fatto molti poveri». Onni Scienza racconta invece di porsi quale obiettivo illusorio di tanti per far loro credere che «le cose siano chiare, certe, incontrovertibili».

A chiudere il giro delle interviste di Max Minimum è il dottor Egualitarismo con una battuta sul sincretismo religioso che pone tutte le fedi sullo stesso piano: «“Stesso Dio in cui credere”, mi permisi di aggiungere io. “E no, mio caro, discrimineremmo chi non vuole credere in nulla. Meglio eliminare il problema alla radice e votarsi tutti all’ateismo”».

Far tesoro delle risposte illuminanti raccolte da Max Minimum alter ego letterario del nostro Tommaso Scandroglio – è dunque il primo passo assolutamente necessario per un’adeguata comprensione del mondo in cui viviamo.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

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