Nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo, sulla torretta campanaria della curia di Villa Giovanna d’Arco, dal 28 dicembre scorso una campana suona ogni sera puntualmente alle 20 in memoria dei bambini non nati. Ormai l’iniziativa è arcinota, soprattutto per le vergognose e strumentali polemiche che fin dal suo annuncio l’hanno caratterizzata e che sono arrivate da sinistra, progressisti, femministi e persino dalla galassia Lgbt. Tutti a scagliarsi contro la campana e contro il vescovo, monsignor Antonio Suetta.

«L’iniziativa offende», «colpevolizza le donne che hanno abortito», «criminalizza», addirittura c’è chi – come la Cgil Liguria – l’ha definita «violenta». Ma è davvero così? Ma davvero il semplice suono di una campana può offendere o giudicare qualcuno? Ovviamente no.

Le motivazioni del vescovo Suetta

Innanzitutto partiamo dalle stesse parole del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, il quale ha fin da subito chiarito che l’idea è nata semplicemente «dal desiderio di dare voce a chi non ha potuto avere voce, di custodire nel cuore della Chiesa il ricordo dei bambini non nati a causa dell’aborto». Insomma un invito a elevare una preghiera comune alla stessa ora per ogni piccolissimo nascituro che non ha mai visto la luce e che dunque non vuole colpevolizzare né attaccare nessuno. Le motivazioni di Suetta, però – come già accennato – non sono bastate ed ecco quindi che sono arrivate le proteste di chi si dice favorevole alla libertà d’espressione, ma solo quando la si pensa allo stesso modo.

Il vero scopo della Campana

Non serve scomodare proclami teologici per spiegare – e comprendere – quale sia il reale scopo – innocuo – di tale campana, di fatto assimilabile a quello di tutte le altre campane: mediante i suoi rintocchi intende richiamare ogni fedele alla preghiera. Nello stesso tempo certamente essa rompe la cortina di silenzio sul tema dell’aborto, ma lo fa senza giudicare. Il suo suono non riecheggia per condannare le madri che abortiscono, né per metterle pubblicamente alla gogna, ma costituisce un’occasione per interrogare la propria coscienza sul valore della vita. Tale campana, inoltre, è stata fusa in occasione dei 40 Giorni per la Vita 2021-2022, quindi nel corso di un’altra significativa iniziativa di preghiera per tutti i bambini abortiti e per le loro mamme, per cui con i suoi rintocchi esorta semplicemente a un gesto di compassione cristiana, ribadendo la preziosità della preghiera, del raccoglimento e della memoria. Eppure, nonostante le buone intenzioni, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo è finito in un tritacarne mediatico che ha addirittura portato la consigliera di Pari Opportunità della Regione Liguria, Laura Amoretti, a scrivere una lettera di “protesta” indirizzata a Papa Leone XIV, mostrando tra l’altro in questo modo anche una certa ignoranza sulla Dottrina e sul magistero della Chiesa sul tema dell’aborto.

Il suono della Campana

Torniamo ora al suono della Campana per i bambini non nati e al suo reale scopo. In generale tutte le campane – e questa non fa eccezione – costituiscono, come detto, per fedeli di ogni epoca storica un invito prezioso alla preghiera. Non si tratta dunque semplicemente di segnalare l’ora esatta – che pure un tempo aveva un ruolo importante anche per il lavoro nei campi -, bensì di ricordare anche alle orecchie distratte dell’uomo contemporaneo che c’è un tempo per ogni cosa, anche per pregare, per andare a messa, per festeggiare, persino per il lutto. Ecco dunque che, per esempio, gli scampanellii prolungati – le cosiddette “campane a festa” – preannunciano generalmente l’inizio di una celebrazione eucaristica o la preghiera dell’Angelus alle 12; oppure con ritmo più accelerato e disteso proclamano la gioia del Natale e della Pasqua. Allo stesso modo, anche i ritocchi lenti intervallati da pochi secondi di silenzio – le cosiddette “campane a morto” – che annunciano un funerale sono sì un segno sonoro del dolore che colpisce una comunità, ma costituiscono nel contempo un invito ai fedeli a raccogliersi in preghiera, anche semplicemente dal luogo in cui ci si trova, proprio come il suono di ogni sera alle 20 a Sanremo vuole fare.

Le altre Campane per i non nati

Ebbene sì, la Campana per i bambini non nati di Sanremo non è affatto un unicum: segue un’iniziativa già diffusa in altri Paesi che spesso prende il nome di “La voce dei non nati” e che tra l’altro in passato ha ricevuto la benedizione del Santo Padre. Già nel 2021, infatti, fu Papa Francesco, in Vaticano, a benedire alcune campane di questo tipo. È accaduto, per esempio, il 27 ottobre 2021, quando il Pontefice diede la sua benedizione ad alcune campane destinate all’Ecuador e all’Ucraina, ricordando che il loro suono deve «annunciare al mondo il Vangelo della vita», «destare le coscienze» e tenere vivo il ricordo dei non nati, affidando «alla preghiera ogni bambino concepito, la cui vita è sacra e inviolabile». Ma ancora prima, nel settembre 2020, sempre Francesco, e sempre in riferimento ad alcune campane che risuonavano per i bambini vittime dell’aborto, aveva auspicato che il loro rintocco «risvegli le coscienze» dei cittadini e di legislatori nel mondo. Ma c’è di più: alcune di queste campane, infatti, recano un’incisione con le parole del beato polacco Jerzy Popiełuszko (“La vita di un bambino inizia sotto il cuore della madre”) e il quinto comandamento, “Non uccidere”. Un’altra benedizione è poi arrivata il 21 marzo 2023, sempre da parte di Papa Francesco, quella volta per una campana per la Vita destinata allo Zambia.

Anche Pro Vita & Famiglia in prima linea

Va da sé, dunque, che il polverone di polemiche in atto a Sanremo – con tanto di manifestazione di protesta tenuta dai Radicali sabato pomeriggio – sembra più che altro un tentativo di censurare e tappare la bocca a chi la pensa diversamente rispetto alle posizioni abortiste e progressiste. Ecco perché anche Pro Vita & Famiglia si è impegnata in prima linea, fin dai primi giorni di polemiche, per manifestare la propria solidarietà al vescovo Suetta, dando voce alle sue motivazioni e lanciando una petizione che in pochi giorni ha superato le 30.000 firme. E lo stesso vescovo si è sempre detto fermo nella sua decisione, saldo nel portare avanti l’iniziativa e ha per di più esortato proprio Pro Vita & Famiglia, con un messaggio rivolto direttamente all’associazione, a «non desistere da questa battaglia per il bene della vita» e ad essere «campane squillanti senza paura!».

Fonte: Pro Vita e Famiglia

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