Le storie di adolescenti e giovani che hanno drammaticamente intrapreso il cosiddetto “percorso per la transizione di genere” e le testimonianze dolorose dei loro genitori sono un campanello d’allarme. Un allarme ora venuto fuori in tutta la sua drammaticità in particolare grazie alla Federal Trade Commission (FTC) – la principale agenzia federale americana per la tutela dei consumatori – che durante un corso su «I pericoli dell’approccio affermativo per i minori» ha messo in guardia da tali rischi, riportando appunto le opinioni di genitori e pazienti con presunta disforia di genere. Delle testimonianze che, secondo la stessa agenzia, rivelano una «base inequivocabile» per iniziare a indagare sul business della medicina transgender e così «determinare come e dove si siano verificate violazioni».
Le ricadute della “medicina di genere” sui bambini
«Penso che genitori e figli abbiano fornito molte informazioni estremamente allarmanti e preoccupanti che costituiscono sicuramente le basi per indagare e per completare l’intero quadro giuridico di cui avremmo bisogno per portare avanti un caso», ha affermato Mark Meador della FTC, in un’intervista rilasciata al The Daily Signal. Per condurre l’indagine la FTC può ricorrere al procedimento coercitivo, che comporta l’invio di citazioni o di atti simili che impongono a individui, aziende e studi medici di fornire documenti, testimonianze e risposte puntuali a domande precise. La FTC può utilizzare anche documenti e testimonianze di terze parti per determinare se la legge sia stata violata o meno. Una volta acquisita tutta la documentazione necessaria, «possiamo capire con chi dovremmo parlare, quali domande porre e a quale tipo di danno dovremmo stare attenti», ha aggiunto Meador. La FTC ha così reso nota una richiesta pubblica di informazioni sugli interventi medici per le minori con presunta disforia di genere, secondo quanto dichiarato dal suo presidente Andrew Ferguson, affinché «chiunque sia stato coinvolto in qualsiasi tipo di inganno» trovi il coraggio di parlare e testimoniare l’esperienza vissuta sulla propria pelle.
Il ricatto emotivo ai genitori
La FTC intende, in particolare, prendere in esame in special modo il cosiddetto “ricatto emotivo” secondo il quale un bambino rischia di suicidarsi se non gli viene concessa la transizione sociale prima e medica poi per “riaffermare” correttamente il proprio genere. Non sono rari, infatti, i casi in cui medici ideologizzati intimano ai genitori di scegliere se avere «un figlio morto o una “figlia” viva», o viceversa. Tra l’altro quando la FTC ritiene che una parte abbia violato la legge può presentare le prove raccolte a un tribunale e richiedere un’ingiunzione che impedisca all’ente incriminato di continuare a violare la legge. L’auspicio è dunque quello di «sperare di ottenere da un giudice un’ordinanza nei confronti di aziende o persone che continuano a comportarsi in quel modo». Pertanto «se c’è un’entità nel suo complesso coinvolta nell’inganno, si deve ottenere un rimedio che copra tutti, non solo un singolo individuo», ha osservato ancora Meador. Insomma, sulla pelle dei minori non si scherza: sono in gioco la salute e il benessere psicofisico di tanti bambini e adolescenti messi seriamente a repentaglio da un’ideologia di genere feroce che può giungere a istigarli al suicidio o comunque, nel migliore dei casi, li medicalizza a vita pur di alimentare il proprio business senza scrupoli.