Una decisione storica, destinata non solo a fare notizia ma soprattutto ad essere d’esempio e ad avere un impatto importante sulla libertà educativa dei genitori, sulla transizione di genere dei bambini e sul mondo scolastico americano. Stiamo parlando della sentenza con cui la Corte Suprema, in riferimento allo Stato della California, ha stoppato le politiche di quest’ultimo, reo di aver di proposito – con una legge – nascosto ai genitori la “transizione sociale” di genere dei figli.
Difesa la libertà educativa
Una decisione che, dunque, difende i diritti dei genitori a livello nazionale e fa di conseguenza decadere l’iniquo regime di segretezza in merito alla Carriera Alias nelle scuole della California, per la quale la cosiddetta “transizione sociale” degli studenti minorenni avveniva senza la conoscenza o il consenso dei genitori e costringendo gli insegnanti a ingannare le famiglie. È questo, infatti, il cuore della sentenza sul caso Mirabelli vs Bonta che arriva dagli States e che ha consegnato una vittoria significativa – con 6 voti favorevoli e 3 contrari – ai genitori che hanno aderito alla class action della Thomas More Society relativamente alle politiche segrete di transizione di genere finora incentivate nello Stato americano.
La denuncia di due genitori
La California – a guida storicamente democratica – aveva imposto alle scuole di favorire segretamente la transizione di genere di bambini e ragazzi senza alcun dovere di informare i genitori. Gli insegnanti sono perciò stati costretti a usare nomi e pronomi di “elezione” dei loro studenti minorenni all’insaputa dei genitori. Due genitori hanno però scoperto che la loro figlia stava affrontando la transizione di genere a scuola, tra l’altro soltanto dopo che quest’ultima aveva tentato il suicidio. Sulla scia di tale fatto, che rischiava seriamente di evolversi in un esito ancor più drammatico, è dunque partita la denuncia – con la seguente class action – ed è stato aperto il caso che è arrivato fino alla Corte Suprema, la quale ha stabilito che il regime di segretezza della California violava sia il Primo Emendamento che la tutela dei diritti genitoriali sancita dal Quattordicesimo Emendamento. Nelle motivazioni della sentenza la Corte ha così stabilito che la California «ha escluso i principali protettori degli interessi superiori dei minori: i loro genitori», i quali hanno a maggior ragione anche il diritto a non essere «esclusi dalla partecipazione alle decisioni riguardanti la salute mentale dei propri figli». Di conseguenza, come ha affermato Peter Breen, Vicepresidente esecutivo e responsabile del contenzioso presso la Thomas More Society, non sarà più possibile «facilitare segretamente la transizione di genere di un bambino escludendo i genitori. La California – ha inoltre spiegato Breen – ha eretto un muro di segretezza tra i genitori e i propri figli e la Corte Suprema lo ha appena abbattuto. Questa sentenza rivoluzionaria proteggerà il diritto dei genitori a crescere i propri figli come ritengono opportuno per gli anni a venire».
Oltrepassato il limite costituzionale
Nonostante possa apparire rivoluzionaria, tale decisione sancisce in effetti un principio sacrosanto che dovrebbe valere in ogni Stato e in ogni cultura (di grande attualità anche nel nostro Paese, data la vicenda della ‘Famiglia nel Bosco’): ovvero che i genitori, e non lo Stato, devono vedersi riconosciuto e tutelato il diritto di priorità nell’educazione dei figli. Persino la giudice della Corte Suprema Elena Kagan – di estrazione democratica, se pensiamo che fu nominata nel 2010 da Barack Obama – ha ammesso di «non avere dubbi» che i genitori abbiano questi diritti e che la California avrebbe «oltrepassato il limite costituzionale». La class action ha dunque avuto il merito storico di bloccare le politiche in materia in California, costituendo nello stesso tempo un precedente significativo nella tutela della libertà educativa di tutti i genitori. La sentenza, inoltre, rappresenta un fondamentale avamposto per mettere in guardia anche gli altri Stati dall’attuare politiche similari in tema di transizione segreta di genere nelle scuole americane.